ART-NEWS! Questa sera per cena in tavola... opere d'arte: natura morta 2.0

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Giu 16 2015

ART-NEWS! Questa sera per cena in tavola… opere d’arte: natura morta 2.0

Quante volte ce l’hanno detto le nostre mamme quando eravamo piccoli!? “Non si gioca con il cibo!” e con lo sguardo basso si rimetteva a posto la mollica di pane che era diventata per l’occasione una pallina scura. Eppure, sempre di più di questi tempi ci capitano sotto gli occhi opere di artisti contemporanei, designer e fotografi oramai un po’ cresciuti, che imperterriti continuano a giocare, sperimentare e presentare in modo creativo ed innovativo il cibo e la loro interpretazione di esso.

I designer dello studio olandese Lernert & Sander hanno creato, per una pubblicazione speciale sull’alimentazione del quotidiano De Volkskrant, una composizione formata da 98 cubi con misura 2,5 cm per lato ricavati dal cibo; delle piccole sculture tratte da 98 tipi diversi di cibo al naturale: frutta, verdura, carne, pesce, legumi, ce n’è proprio per tutti i palati.

Brittany Wright, con le sue 50 sfumature di cibo, sfiora il disturbo ossessivo compulsivo da ordine e simmetria nel presentare le sue foto di cibo ordinato secondo uno schema cromatico rispetto alla maturità della frutta, la cottura dell’alimento o la bruciatura dello stesso, creando così arcobaleni armoniosi tutti da gustare con gli occhi!
Che cibo ed arte abbiano infatti un legame di lunga data lo sappiamo, basti pensare ai quadri di natura morta con frutta di Caravaggio o l’Ultima Cena di Leonardo da Vinci, dove protagonisti tutt’altro che secondari sono piatti bicchieri e pane; o ancora pensiamo ai pic-nic sull’erba degli impressionisti Monet, Manet e Renoir fino ad arrivare alla celebre zuppa in scatola Campbell di Andy Warhol.

Al giorno d’oggi, quello che possiamo individuare come Food Art sta nel proporre un piatto che sia esteticamente affascinante e stupefacente come una piccola opera d’arte pur lasciando inalterata la sostanza, il valore e la funzione della materia, il cibo appunto. Nasce così la Visual Food, una disciplina condivisa sul web, spesso attraverso i social, alla portata di tutti, con un particolare occhio di riguardo nei confronti dello spreco. Qui di seguito il manifesto in dieci punti di Rita Loccisano che chiarirà tutti i dubbi sulla sua Visual Food:

1. Proponiti di realizzare creazioni interamente commestibili e pronte per essere consumate.
2. Non usare materiali non idonei al contatto con il cibo e privilegia le sostanze naturali.
3. Usa gli attrezzi opportuni e maneggiali con la massima concentrazione, si lavora con utensili taglienti.
4. Non porti limiti rispetto a tecniche e ingredienti: tutto può diventare VisualFood. Tuttavia usa ingredienti che siano coerenti e funzionali al piatto che stai preparando.
5. Non sprecare cibo: curati di conservare gli avanzi e riutilizzare gli scarti.
6. Non privilegiare la forma a scapito del gusto.
7. Sii creativo: lasciati ispirare dalle forme, dai colori e dagli ingredienti.
8. Cura la tua formazione e la tua crescita.
9. Lavora divertendoti, a mente serena e con calma, per favorire il flusso di idee e il pensiero creativo.
10. Condividi i risultati: per essere ammirate, le opere devono essere esposte.

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Fonti e foto: www.focus.it; www.visualfood.org

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